Luca Dan Șerbănați all'esame di maturità, 1961
Luca Dan Șerbănați nei primi anni Settanta
Luca Dan Șerbănați all'ultima lezione del quinto anno, aprile 1989

Luca Dan Șerbănați

Professore emerito alla Politehnica di Bucarest

Ricerca, insegnamento, industria e memorie

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Luca Dan Șerbănați a Venezia, 1990
Luca Dan Șerbănați a New York, 2005
Luca Dan Șerbănați

L’inizio della collaborazione

Bogdan Niță non era stato mio studente. Proveniva dalla Facoltà di Matematica e Informatica dell’Università di Bucarest, dove aveva conseguito sia la laurea in matematica-informatica, sia un master in algebra. Quando si presentò al dottorato nel settore dei calcolatori, mi diede l’impressione di un uomo intelligente, dotato di un pensiero personale e di un certo anticonformismo temperamentale.

Proprio per questo ritenni che meritasse di essere accettato, anche se non proveniva dal mio abituale percorso didattico. Il tema della tesi non fu portato da lui in una forma già definita, ma gli venne proposto da me, nel tentativo di orientarlo verso un’area che mi sembrava promettente: l’estensione della tradizionale context-awareness mediante l’integrazione del contesto sociale nelle applicazioni sanitarie.

Il nostro rapporto di lavoro non fu sempre semplice. Bogdan aveva una personalità indipendente e talvolta difficile, ma col tempo arrivammo a una modalità di collaborazione che rese possibile l’elaborazione di una tesi coerente e originale. Al di là delle asperità inerenti a un simile rapporto, apprezzai in lui il coraggio di affrontare un tema insolito e la disponibilità a seguire una direzione che in Romania non era ancora molto esplorata.

La tesi di dottorato

Tesi: Sporirea conștientizării contextului aplicațiilor din domeniul medical cu informații din contextul social
Augmenting Context-Awareness with Social Context for Healthcare (2013)

La tesi di Bogdan Niță appartiene a un periodo nel quale la context-awareness era già diventata un tema importante nell’informatica, soprattutto in relazione alla mobilità, ai dispositivi intelligenti e alle applicazioni sensibili alla situazione. Il problema che cercò di affrontare era tuttavia più specifico: come arricchire il contesto tradizionale delle applicazioni sanitarie usando informazioni provenienti dall’ambiente sociale online.

Il lavoro è più ambizioso di quanto sembri a prima vista. Non parte direttamente da un’applicazione, ma da un’analisi critica dell’intera evoluzione della context-awareness. Bogdan osserva che, dopo più di due decenni di ricerche, molte applicazioni context-aware erano rimaste limitate da due principali carenze: la povertà delle fonti di contesto e la difficoltà della loro interpretazione. A questo punto emerge l’idea centrale della tesi: i servizi sociali online possono diventare una nuova e ricca fonte di contesto, capace di integrare ciò che i sensori fisici non riescono a cogliere.

La struttura della tesi è molto chiara. Nella prima parte, l’autore discute il concetto di contesto, le sue principali interpretazioni filosofiche e la storia della context-awareness, quindi esamina le particolarità della context-awareness nell’e-health. Nella seconda parte introduce la nozione di social sensor, analizza come vengono creati e sfruttati i contenuti dei servizi online e propone due prospettive per esplorarli, una monista e una pluralista. Nell’ultima parte, le idee vengono sviluppate attraverso due applicazioni concrete: l’annotazione delle persone nelle fotografie e la modellazione di meccanismi di prevenzione per le malattie contagiose.

Ciò che conferisce coerenza all’intero lavoro è proprio questo passaggio dall’analisi concettuale all’esperimento applicativo. Bogdan non si limita ad affermare che l’ambiente sociale online contiene informazioni utili, ma cerca di mostrare come tali informazioni possano essere strutturate, filtrate e valorizzate dalle applicazioni. Sotto questo aspetto, la sua tesi sviluppa un’idea fertile: il contesto di una persona non è soltanto fisico o tecnico, ma anche sociale, e nella sanità questa componente sociale può diventare molto rilevante.

Non è una tesi di informatica medica nel senso classico del termine: non parte dalla modellazione dei dati clinici né dal supporto diretto all’atto medico. Cerca piuttosto di ampliare la base informativa delle applicazioni sanitarie, introducendo il contesto sociale come fonte rilevante per la personalizzazione, l’interpretazione e la reazione contestuale. Proprio qui risiedono la sua originalità e, nello stesso tempo, il suo carattere esplorativo.

Le idee centrali della tesi

Dal contesto tradizionale al contesto sociale

Il punto di partenza della tesi è l’osservazione che i modelli abituali di context-awareness si basano soprattutto su attributi quali identità, localizzazione, tempo, dispositivo utilizzato o stato immediato dell’ambiente. Bogdan ritenne che queste fonti non fossero più sufficienti in un mondo nel quale gli utenti lasciano dietro di sé una grande quantità di tracce sociali sotto forma di testi, immagini, etichette, relazioni e interazioni online.

Da qui nasce l’idea centrale della tesi: le applicazioni sensibili al contesto possono diventare più espressive e utili se incorporano anche questo tipo di informazione, non soltanto il contesto fisico o tecnico. La tesi propone quindi il passaggio da un contesto ristretto, dominato dai sensori tradizionali, a un contesto esteso, nel quale anche i segnali sociali diventano fonti di conoscenza.

Il concetto di social sensor

Il contributo più riconoscibile della tesi è l’introduzione e la discussione sistematica del concetto di social sensor. L’idea consiste nel considerare alcuni servizi e piattaforme online come fonti capaci di fornire indicazioni sugli stati, le preferenze, le relazioni e i comportamenti di individui o gruppi. In questa prospettiva, il contesto non viene più percepito soltanto mediante sensori fisici, ma anche attraverso le tracce lasciate dagli utenti nell’ambiente sociale digitale.

L’interesse dell’idea consiste nell’estendere la nozione di “sensore” in una direzione nuova. Non si tratta più soltanto di temperatura, posizione o movimento, ma anche di stati d’animo, interessi, prossimità sociali, presenza in un gruppo o partecipazione a un determinato tipo di attività. Questo passo era importante per le applicazioni mediche e preventive, nelle quali il contesto di una persona non è mai soltanto fisiologico, ma anche sociale.

L’esplorazione dei contenuti sociali

Un’altra parte importante della tesi è dedicata al modo in cui i contenuti sociali possono essere esplorati e interpretati. Bogdan discute due prospettive, che definisce monista e pluralista, per mostrare che il significato dell’informazione sociale non può essere ridotto a un unico punto di vista. Il contenuto online viene prodotto, completato e reinterpretato da più attori, e questa pluralità deve essere presa in considerazione se vogliamo usarlo come fonte contestuale.

In questa zona, la tesi possiede anche una componente più teorica di quanto potrebbe sembrare a prima vista. Cerca di chiarire non soltanto come tali dati possano essere raccolti, ma anche quale statuto abbiano: quanto siano stabili, quanto siano affidabili e in quale misura possano essere impiegati per guidare il comportamento di un’applicazione.

Applicazioni: people annotation e prevenzione

Per non rimanere a un livello puramente concettuale, la tesi passa poi alle applicazioni. Una di esse appartiene all’area della people annotation, dove il contesto che circonda le immagini e i contenuti web viene usato per generare candidati plausibili per l’annotazione delle fotografie. L’interesse di questa applicazione consisteva nel dimostrare l’utilità pratica del contesto sociale in un ambito nel quale i metadati tradizionali non sono sempre sufficienti.

Il passo successivo, e il più vicino alla mia direzione, è l’estensione verso la sanità e la prevenzione. Qui la tesi discute come le informazioni sociali possano essere usate per applicazioni mediche sensibili al contesto e per scenari preventivi, comprese le situazioni legate alle malattie contagiose. Questa apertura verso l’e-health conferisce al lavoro coerenza rispetto alle nostre ricerche di quegli anni.

Lavori associati al periodo della tesi

Intorno alla tesi si raggrupparono alcuni lavori che ne riflettono bene le principali direzioni e mostrano anche la nostra collaborazione diretta. Non esauriscono l’intera tesi, ma ne individuano abbastanza chiaramente il nucleo concettuale: context-awareness, contesto sociale e loro valorizzazione in applicazioni rilevanti per la sanità.

  • Towards Context-Aware EHR-Based Healthcare Systems
    Bogdan Niță, Luca Dan Șerbănați.
  • Social Sensors and Pervasive Services
    Bogdan Niță, Luca Dan Șerbănați.
  • Using the Surrounding WEB Content of Pictures to Generate Candidates for Photo Annotation
    Bogdan Niță, Luca Dan Șerbănați.
  • Strengthening Context-Awareness of Virtual Species in Digital Ecosystems
    L. D. Șerbănați, Andrei Vasilățeanu, Bogdan Niță, 2013.

Il primo di questi articoli collega esplicitamente la context-awareness all’accesso all’EHR e alla personalizzazione dell’informazione medica in funzione della situazione, del dispositivo e del ruolo dell’utente. Il secondo definisce concettualmente la nozione di social sensor e cerca di darle una base teorica più chiara. Il terzo mostra un’applicazione concreta di queste idee nell’area della people annotation, usando il contesto che circonda le immagini per generare candidati per l’annotazione.

L’articolo Strengthening Context-Awareness of Virtual Species in Digital Ecosystems, al quale parteciparono anche Andrei Vasilățeanu e Bogdan Niță, rimane per me uno dei testi più interessanti di questo periodo, perché estende in modo fertile il concetto di contesto verso ruolo, compito, dispositivo, attività inferita e interazioni sociali, e distingue due tipi di consapevolezza del contesto: attiva/adattiva e passiva/mediata.

Il mio contributo come relatore

Nel caso di questa tesi, il mio ruolo fu importante fin dalla scelta della direzione. Il tema non proveniva da Bogdan, ma da me. Fui io a cercare di orientarlo verso un’intersezione tra context-awareness, servizi intelligenti e applicazioni sanitarie, in un momento nel quale quest’area non era ancora molto affrontata in Romania.

Il mio contributo consistette soprattutto nel mantenere un asse di ricerca coerente. Bogdan tendeva a esplorare più piste laterali e la tesi rischiava di disperdersi. Insistetti affinché il suo filo centrale rimanesse il rapporto tra il contesto sociale e le applicazioni sanitarie, e affinché le applicazioni concrete fossero trattate come validazioni o esemplificazioni di questa idea, non come temi separati.

Anche la nostra collaborazione negli articoli comuni mostra questo coinvolgimento. In essi si vede il mio interesse per la modellazione, per l’uso contestuale dell’informazione e per l’apertura verso la digital health. Nel caso di Bogdan, il mio contributo consistette soprattutto nell’orientare un tema molto ampio — context-awareness e servizi sociali online — verso un terreno che mi interessava direttamente: le applicazioni sanitarie, l’EHR sensibile al contesto e la prevenzione assistita dall’informazione. Senza questo orientamento, la tesi avrebbe potuto rimanere una ricerca interessante sul web e sui contesti sociali; grazie a esso, acquistò un significato più chiaro rispetto alle mie ricerche di quel periodo.

Uno sguardo retrospettivo

Considerata retrospettivamente, la tesi di Bogdan Niță è interessante per l’originalità della direzione e per il tentativo di collegare due mondi che, all’epoca, non venivano comunemente messi insieme: la context-awareness e il contesto sociale, da una parte, e le applicazioni sanitarie, dall’altra.

Non è una tesi perfettamente equilibrata. Talvolta si avverte che l’autore è attratto simultaneamente da più direzioni e che il passaggio dalla parte concettuale alle applicazioni non è sempre ugualmente saldo. Ma proprio questa mobilità intellettuale le conferisce anche una certa freschezza. Non ripete un modello standard, ma cerca di aprire una strada.

Dal mio punto di vista, il merito principale del lavoro rimane quello di aver introdotto sistematicamente il contesto sociale nella discussione sulle applicazioni sanitarie sensibili al contesto. Anche se non tutti gli sviluppi successivi seguirono questa linea, l’idea fu fertile e degna di essere esplorata.

Rispetto alle mie ricerche, il merito specifico di questa tesi fu quello di aprire una ramificazione laterale ma fertile della digital health: quella nella quale le informazioni sociali, le tracce online e il contesto esteso della persona possono contribuire ad applicazioni più sensibili alla situazione. Non era la mia direzione centrale, come lo erano stati il VHR o gli ecosistemi sanitari digitali, ma ne costituiva un’estensione intelligente e promettente.

Dopo il dottorato

Dopo la discussione del dottorato, Bogdan uscì quasi completamente dal mio campo di osservazione. Per molto tempo ebbi l’impressione che fosse partito all’estero, ma in seguito scoprii che aveva continuato l’attività didattica in una forma più discreta, come insegnante e tutor privato di informatica e matematica.

Da un annuncio pubblico risulta che si è presentato esplicitamente come dottore in informatica dell’Università POLITEHNICA di Bucarest, ricordando anche la propria formazione matematica acquisita all’Università di Bucarest. Questa ricomparsa indiretta mi confermò che il dottorato non era stato per lui un semplice episodio formale, ma una parte reale del suo profilo intellettuale e professionale, anche se il suo percorso successivo non si incrociò più con il mio.


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