Il libro Intelligenza artificiale, pubblicato nel 1985 da Editura Tehnică, è una delle prime opere apparse in Romania esplicitamente dedicate a questo campo e segna il mio ingresso diretto nella problematica dell’intelligenza artificiale simbolica e della risoluzione dei problemi.
A metà degli anni Ottanta, l’intelligenza artificiale era ancora scarsamente rappresentata nella letteratura specialistica romena. In quel momento, questo era praticamente l’unico libro pubblicato in Romania esplicitamente dedicato all’IA, in un contesto in cui l’accesso alle pubblicazioni internazionali era limitato.
A livello internazionale, l’IA attraversava la fase di consolidamento del paradigma simbolico: risoluzione dei problemi, dimostrazione automatica dei teoremi, linguaggi come LISP, sistemi esperti e le prime riflessioni sistematiche sulla rappresentazione della conoscenza.
Il libro fu scritto insieme a Cristian Giumale. I capitoli 1, 4, 5 e 6 sono interamente miei, mentre il capitolo 2 e una parte del capitolo 3 furono redatti da Cristian Giumale.
L’ultimo capitolo fu aggiunto su suggerimento di Ion Iliescu, allora direttore di Editura Tehnică, il quale ritenne necessario completare il volume con una sintesi complessiva dei metodi di risoluzione dei problemi nell’intelligenza artificiale.
Il libro tratta l’intelligenza artificiale come una scienza della costruzione di sistemi capaci di risolvere problemi mediante meccanismi espliciti e analizzabili, non come imitazione dell’intelligenza umana. L’accento cade sulla rappresentazione simbolica dei problemi e sulle strategie di ricerca e controllo.
L’opera è organizzata in due grandi parti: un’introduzione al campo e una presentazione dei metodi di risoluzione dei problemi. L’idea centrale è che l’intelligenza di un sistema sia determinata dal modo in cui il problema viene formulato e rappresentato, non soltanto dagli algoritmi impiegati.
Il libro appartiene alla fase classica dell’intelligenza artificiale simbolica, contemporanea allo sviluppo dei sistemi esperti e dei linguaggi orientati all’elaborazione simbolica. Visto retrospettivamente, fissa un quadro concettuale che rimane pertinente oltre i successivi cambiamenti tecnologici.