Memorie: 1970–1979
Gli anni 1970–1979 furono per me un periodo di consolidamento: il pieno ingresso nella vita universitaria, i primi progetti importanti, il cammino verso il dottorato, ma anche anni di ricerche personali, amicizie, vacanze ed esperienze che contribuirono alla mia maturazione affettiva. Questa pagina è un sottoindice cronologico del periodo e rinvia sia agli episodi professionali sia a quelli personali.
Punti di riferimento del periodo
Il decennio 1970–1979 fu il periodo in cui cominciai a lasciarmi alle spalle lo status di giovane assistente e a entrare più decisamente nella vita universitaria, nei progetti di ricerca e nella costruzione di una mia direzione scientifica. Fu anche il decennio in cui la vita personale, con le vacanze, le amicizie e i suoi episodi talvolta imprevedibili, procedette parallelamente alla formazione professionale.
- Il consolidamento del mio ruolo nel dipartimento e l’aumento delle responsabilità didattiche.
- I primi tentativi di parlare di informatica a un pubblico più vasto, attraverso le lezioni alla Teleșcoala.
- Il rafforzamento delle basi teoriche e tecniche nei linguaggi formali, nei compilatori e nei sistemi di programmazione.
- I primi progetti che divennero una piattaforma per i lavori successivi degli anni Ottanta.
- La costruzione graduale del tema di dottorato.
- Episodi personali che contribuirono, in un altro registro, alla mia maturazione affettiva.
Formazione universitaria, ricerca e dottorato
Il filo principale di questo decennio è legato al mio ingresso nella logica della ricerca: non soltanto come attività occasionale, ma come metodo di lavoro, disciplina intellettuale e modo di considerare la costruzione dei programmi. In quegli anni, l’attività didattica, i progetti tecnici e il dottorato cominciarono ad alimentarsi reciprocamente.
I corsi, i seminari, i progetti con gli studenti e i contratti di ricerca mi obbligarono a passare dall’uso della programmazione come strumento alla sua comprensione come oggetto di studio. Mi interessavano già i linguaggi, i compilatori, la portabilità, i macroprocessori, i metodi di descrizione formale e il modo in cui un sistema di programmazione poteva essere costruito con rigore.
- Il mio cammino nella ricerca: gli anni Settanta – dall’ingresso nel Dipartimento di Calcolatori a SISIF, BCPL, STAGE-2, LPTR e al dottorato.
- L’attività nel dipartimento – il consolidamento del ruolo didattico e i primi tentativi di organizzare la materia in una forma coerente per gli studenti.
- Il cammino verso il dottorato – l’accumulo dei problemi teorici e tecnici che avrebbero condotto al tema della tesi.
- Il legame con la ricerca successiva – molte idee di quegli anni sarebbero riapparse, in forma più matura, nei lavori sulla progettazione sistematica dei programmi, sull’interforma e sulla macchina astratta.
Per il filo strettamente scientifico di quegli anni, si vedano anche i capitoli dedicati in: Il mio cammino nella ricerca.
Le lezioni di informatica alla Teleșcoala
Verso la fine degli anni Settanta fui invitato a tenere alla Teleșcoala alcune lezioni sui calcolatori. La proposta venne da Lucreția Lustig, che in quel periodo dirigeva la trasmissione. Aveva sentito parlare di me da suo figlio, Adrian Lustig, che era stato mio studente. Adrian si era laureato nella sezione Calcolatori del Politecnico nel 1977, tra i primi, in una classe di laurea di particolare valore.
Adrian era estremamente intelligente, uno spirito libero e, a volte, sarcastico. Più tardi appresi che proveniva dall’ambiente privilegiato della nomenklatura e faceva parte di un gruppo di giovani benestanti e privilegiati, nel quale si trovava anche uno dei figli di Ceaușescu. Al Politecnico lo trovavo talvolta in aule vuote, a giocare a bridge con alcuni colleghi. Proprio perché era intelligente e aveva personalità, andavo d’accordo con lui, senza che questo mi inducesse ad assegnargli i voti più alti. Che personaggio! Ricordo come animò, con battute e testi comici scritti lì per lì, il viaggio di studio del suo anno.
Ricordo anche un incontro organizzato al Caru’ cu Bere, dieci anni dopo la laurea della sua classe. Tra noi c’era anche Mircea Petrescu. Adrian fu, come al solito, l’anima della festa, con battute e racconti divertenti. Ce ne andammo insieme, noi due, e lungo la strada, ricordando che al primo anno gli avevo insegnato il FORTRAN, mi disse che ero un programmatore dilettante, non un professionista.
L’osservazione mi infastidì, ma non interruppe i rapporti fra noi. Mi confermò soltanto il piacere di Adrian di essere sarcastico con tutti. Probabilmente all’ITC, dove lavorava, aveva conosciuto programmatori eccezionali. Il suo confronto era però privo di senso: la maestria di uno specialista che programma ogni giorno e la capacità di un professore di spiegare la programmazione in modo chiaro e sistematico sono competenze diverse. Un programmatore brillante non è, per questo solo fatto, anche un buon docente, così come il valore di un corso non può essere misurato mediante un confronto del genere.
Adrian conseguì il dottorato in Calcolatori, ma dopo la Rivoluzione lasciò l’ITC e cominciò a lavorare per conto proprio, occupandosi, da quanto ho sentito, anche della costruzione di condomini e quartieri residenziali. Parallelamente seguì la sua vocazione letteraria e divenne un noto drammaturgo e romanziere. Appresi con rammarico che morì nel 2023, poco prima di compiere settant’anni. Mi sono rimasti nella memoria la sua intelligenza fuori dal comune, lo spirito libero, la vivacità e il sarcasmo che faceva parte del suo modo di essere.
Per me, le lezioni alla Teleșcoala furono un’esperienza diversa da un corso universitario. Dovevo parlare di calcolatori in modo comprensibile a un pubblico che non aveva la preparazione degli studenti di Automatica e Calcolatori e trasformare una materia tecnica in una successione di spiegazioni adatte alla televisione. Non ricordo più quante lezioni realizzai; furono poche, due o tre, perché la Teleșcoala venne interrotta poco tempo dopo. Per quanto ricordo, delle mie trasmissioni si occupava allora la signorina Eugenia Vodă, che sarebbe poi diventata una nota autrice televisiva e la moglie di Adrian Lustig.
I copioni scritti delle lezioni televisive rimasero a lungo tra le mie carte, ma oggi non so più che fine abbiano fatto. Non so neppure che cosa sia accaduto alle pellicole che la signora Lustig mi affidò dopo l’interruzione della Teleșcoala. Sono rimasti così soltanto il ricordo di una breve esperienza televisiva e il rimpianto di non averne conservato meglio le tracce materiali.
Progetti e sistemi
Questa sezione riunirà gli episodi tecnici del periodo: progetti, sistemi, collaborazioni e lavori che contribuirono alla mia formazione come ricercatore e professore. Nella forma attuale, la pagina conserva soltanto i punti di riferimento principali; ogni filo sarà sviluppato separatamente.
- SISIF – sistema interattivo per gli studenti che volevano imparare il FORTRAN.
- BCPL e INTCODE – lavori legati alla portabilità del software e alle tecniche di implementazione.
- STAGE-2 – macroprocessore portabile e importante esperienza nella costruzione di strumenti software.
- LPTR – contratto e direzione di lavoro legati alla modellazione della semantica e agli strumenti per i linguaggi.
- La tesi di dottorato – la convergenza di questi interessi verso un tema di compilatori conversazionali e progettazione sistematica.
Questi punti di riferimento dovranno essere sviluppati in pagine distinte o in capitoli del filo “Il mio cammino nella ricerca”, per non appesantire eccessivamente questo sottoindice cronologico.
Vita personale, amicizie e vacanze
Accanto al filo professionale, gli anni Settanta furono anche un periodo di ricerche personali. Alcuni episodi riguardano amicizie, vacanze, incontri e scoperte affettive. Non appartengono alla ricerca, ma appartengono alla stessa vita e allo stesso periodo. Per questo li conservo qui separatamente, come un filo parallelo della memoria.
- Un Primo Maggio speciale – un episodio memorabile dei primi anni dopo la laurea.
- I due volti dell’amicizia – sulla vicinanza, le ambiguità e le separazioni.
- Vacanze a Schitu – il villaggio di Schitu, Golful Francezilor e un luogo dei ritorni: prima da solo, poi con mia moglie e, infine, con nostro figlio.
Da completare
Questa pagina rimane una struttura di lavoro. Dovrà essere completata gradualmente con testi, documenti e rimandi alle pagine già esistenti nel sito.
- Pagine dedicate ai progetti SISIF, BCPL/INTCODE, STAGE-2 e LPTR.
- Una presentazione più chiara dell’evoluzione verso il tema del dottorato.
- Collegamenti alle pagine di /it/ricerca/ pertinenti a questo periodo.
- Documenti digitalizzati: appunti, relazioni, fotografie, programmi o manoscritti.
- I copioni e le eventuali registrazioni delle lezioni di informatica alla Teleșcoala.
- Eventuali episodi personali aggiuntivi, mantenuti separati dal filo professionale.





