Luca Dan Șerbănați all'esame di maturità, 1961
Luca Dan Șerbănați nei primi anni Settanta
Luca Dan Șerbănați all'ultima lezione del quinto anno, aprile 1989

Luca Dan Șerbănați

Professore emerito alla Politehnica di Bucarest

Ricerca, insegnamento, industria e memorie

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Luca Dan Șerbănați a Venezia, 1990
Luca Dan Șerbănați a New York, 2005
Luca Dan Șerbănați

Nel gennaio 2005 arrivai a Brest in un contesto professionale, legato al CERV e alla collaborazione con Dorin Mircea Popovici. Il viaggio ebbe però anche una continuazione personale: dopo la visita di lavoro, insieme a Mircea attraversai una parte della costa bretone e del nord della Francia, prima che il mio percorso proseguisse verso Parigi.

Le fotografie conservano meglio di ogni altra cosa l'itinerario affettivo di quei giorni: Brest e l'Atlantico, le rovine di Pointe Saint-Mathieu, i piccoli porti, la Normandia, Mont Saint-Michel, Saint-Malo e, alla fine, Parigi. Questa pagina ricostruisce l'escursione giorno per giorno, partendo dalle immagini conservate.

8 gennaio 2005. Brest, Pointe Saint-Mathieu e Le Conquet

Nelle fotografie, il primo giorno dell'escursione rimase legato all'uscita dallo spazio strettamente professionale della visita al CERV e all'incontro con il paesaggio bretone. Prima che il viaggio continuasse verso la Normandia, Saint-Malo, Mont Saint-Michel e Parigi, questa giornata ebbe una sua unità: una discesa graduale dall'interno caldo, quasi domestico, dell'inizio della giornata verso la luce grigia dell'Atlantico.

La costa di Pointe Saint-Mathieu non assomiglia al mare che conoscevo dall'infanzia e dalla giovinezza. Non ha la luce aperta del Mar Nero, né l'orizzonte più mite di Costanza. Qui il mare sembra più pesante, più antico, più inquieto. Le rovine dell'abbazia di Saint-Mathieu de Fine-Terre, il faro e le rocce sulle quali si rompevano le onde davano al luogo una solennità particolare, insieme storica e minerale.

Verso la fine della giornata, le immagini si spostano dal promontorio verso Le Conquet: il porto, le case bianche, le barche ormeggiate e la tavola di orientamento sulla costa. Fu, prima di tutto, una giornata di adattamento alla Bretagna: pietra, vento, mare agitato e quella luce fredda di gennaio che faceva apparire tutto più austero e più esatto.

Le prime immagini della giornata

Pointe Saint-Mathieu: l'abbazia, il faro e l'Atlantico

Le Conquet e lo sguardo verso il mare

9 gennaio 2005. Mont Saint-Michel e Saint-Malo

Il secondo giorno dell'escursione cambiò paesaggio: dall'austerità atlantica intorno a Brest, la strada scese verso uno dei luoghi più spettacolari della Normandia, Mont Saint-Michel. Le fotografie colgono dapprima la sua apparizione da lontano, come una forma quasi incredibile che si alza sopra la pianura e la baia, poi l'avvicinamento alle mura, le stradine alla base e la salita verso l'abbazia.

All'interno dell'abbazia, la serie delle immagini diventa più densa e più grave: il chiostro, le sale voltate, i corridoi, i pilastri massicci, la chiesa e gli spazi laterali si alternano a piccoli dettagli di luce. Il luogo non appare come un semplice oggetto turistico, ma come una costruzione in cui la pietra, la verticalità e il silenzio danno l'impressione di un mondo posto tra mare e cielo.

Dopo Mont Saint-Michel, il viaggio continuò verso Saint-Malo. Lì l'atmosfera cambia di nuovo: la città chiusa tra le mura, la pioggia, le strade strette, i bastioni, la spiaggia e i forti al largo danno alla giornata una seconda parte più marina e più urbana. Nelle fotografie Saint-Malo appare come una cittadella abitata, non come una rovina: le mura sono antiche, ma la città respira ancora al loro interno.

L'apparizione di Mont Saint-Michel e la salita all'abbazia

Nell'abbazia di Mont Saint-Michel

Tra le fotografie degli interni esiste anche un breve file video, DSCN0087.MOV, conservato separatamente nella cartella assets/video/. Non l’ho ancora inserito nella pagina, per non modificare il modello della galleria fotografica.

Sulla strada verso Saint-Malo

Saint-Malo: mura, spiaggia e mare

10 gennaio 2005. La giornata ufficiale al CERV

Il terzo giorno del viaggio ebbe un carattere completamente diverso dai primi due. Dopo le uscite verso Pointe Saint-Mathieu, Mont Saint-Michel e Saint-Malo, tornavo al motivo professionale della mia presenza a Brest: l'inaugurazione del CERV, il centro dedicato alla realtà virtuale. Le fotografie cambiano immediatamente registro: non più immagini di costa, di pietra antica o di città fortificate, ma nuovi spazi interni, corridoi, scale metalliche, uffici, pannelli tecnici, gruppi di invitati e presentazioni.

In questa giornata si sente il contrasto tra il turismo dei due giorni precedenti e il mondo istituzionale della ricerca applicata. Il CERV appariva come un luogo costruito per la collaborazione, le dimostrazioni e i progetti: un'architettura recente, funzionale, con spazi ampi e con quell'atmosfera propria dei centri universitari o tecnologici nel momento in cui affermano pubblicamente la propria esistenza.

Per me l'evento aveva anche un significato personale. Non era soltanto l'inaugurazione di un edificio, ma anche l'incontro con un ambiente in cui la ricerca, la tecnologia e la formazione dottorale si articolavano in un progetto visibile. La presenza di Mircea a Brest, il legame con il CERV e l'atmosfera di quella giornata facevano sì che la visita appartenesse, allo stesso tempo, alla biografia professionale e alla memoria personale.

L'edificio e gli spazi interni

La visita ufficiale e gli incontri

La presentazione inaugurale

11–13 gennaio 2005. Parigi: Opéra, Louvre, Senna e Île de la Cité

Dopo i giorni a Brest, al CERV e nel nord della Francia, la tappa parigina cambia di nuovo registro. Non si tratta più né della costa atlantica, né delle città fortificate, né del momento ufficiale dell'inaugurazione del centro, ma di un ritorno alla Parigi dei grandi punti di riferimento culturali: l'Opéra, il Louvre, la Senna, Les Invalides, la Torre Eiffel, Sainte-Chapelle, Notre-Dame e la Conciergerie.

Dalle fotografie conservate ho scelto soltanto gli scatti che danno continuità a questa passeggiata. Molte immagini si ripetevano o fissavano dettagli troppo ravvicinati per sostenere un racconto. La serie selezionata non vuole essere un inventario turistico completo di Parigi, ma una chiusura visiva dell'escursione: dopo la Bretagna e la Normandia, la città appare come un concentrato di teatro, museo, monumento e memoria.

I primi riferimenti parigini

Nelle fotografie, la tappa parigina comincia con alcuni riferimenti quasi obbligati: l'Opéra Garnier, il Louvre, Place de la Concorde e la Madeleine. Non è ancora una Parigi raccontata in dettaglio, ma piuttosto una Parigi riconosciuta camminando, attraverso luci, prospettive e monumenti.

La serata all'Opéra Garnier

L'Opéra Garnier costituisce il nucleo più coerente di questa tappa. Le fotografie colgono la sala, il sipario, lo scalone monumentale e il grande foyer. Non documentano soltanto uno spettacolo, ma anche la cerimonia sociale dell'ingresso in uno spazio in cui architettura, teatro e memoria culturale si sovrappongono.

Il Louvre: palazzo, museo, mito culturale

Il Louvre appare in una doppia veste: come palazzo storico, con fondazioni medievali, terrazze, sale e gallerie sontuose, e come museo delle immagini canoniche. Ho conservato solo alcuni scatti rappresentativi, perché molte fotografie ripetevano la stessa esperienza della visita.

La Senna, Les Invalides e la Torre Eiffel

La passeggiata continua poi attraverso la Parigi aperta delle grandi prospettive: la Senna, i ponti, Les Invalides, la Torre Eiffel e i grandi boulevard. Dopo gli spazi chiusi dell'Opéra e del Louvre, la città ritorna qui come paesaggio urbano.

Île de la Cité: Sainte-Chapelle, Notre-Dame e Conciergerie

L'ultimo gruppo di immagini è legato all'Île de la Cité. Sainte-Chapelle, Notre-Dame e la Conciergerie reintroducono la Parigi medievale e gotica, ma in una forma ormai museale, attraversata dai turisti e dalla luce fredda dell'inverno.