Esistono luoghi che non rimangono nella memoria solo come sfondo, ma come prolungamento del proprio essere. Per me, uno di questi luoghi è il quartiere della mia infanzia: il mondo attorno a Calea 13 Septembrie, al Dealul Spirii, alle strade Uranus, Puișor, Sabinelor, Sirenelor e Izvor.
A lungo, questo quartiere è rimasto per me solo lo sfondo di vicende familiari: la casa della bisnonna Lina, la veranda, i tram, il cortile, i parenti e i vicini. Solo più tardi ho capito che il luogo in cui sono cresciuto non era solo uno sfondo domestico, ma uno spazio carico di storia, di contrasti sociali e di trasformazioni urbane drammatiche.
Il materiale raccolto qui ha tre fili principali, che cerco di tenere insieme: la storia del luogo, la storia della mia famiglia in questo luogo e il quartiere così come l'ho conosciuto nell'infanzia.
Il nucleo di questa sezione è ora il testo integrale «Il mio quartiere», nella sua forma attuale. Esso intreccia la storia urbana, la memoria di famiglia e l'evocazione diretta dell'infanzia vissuta sul Dealul Spirii, a Uranus e su Calea 13 Septembrie.
Indice del testo
- 👉 I. Il luogo prima di me
- 👉 II. Dealul Spirii e la mia famiglia
- 👉 III. Il quartiere della mia infanzia
La mia famiglia nel quartiere
Tutta questa storia del Dealul Spirii rimarrebbe per me una semplice pagina di storia di Bucarest se non si collegasse direttamente alla storia della mia famiglia. In questo quartiere, su Calea 13 Septembrie e nelle strade circostanti, Lina e i suoi non furono semplici abitanti, ma partecipanti attivi alla sua trasformazione: comprarono, costruirono, affittarono, crebbero figli e attraversarono guerre, esodi e cambiamenti di regime.
Da questo punto, la storia del quartiere non può più essere separata dalla storia della mia famiglia. Ciò che fino a qui appare come evoluzione urbana diventa, da qui in avanti, lo spazio concreto di una vita di famiglia e, infine, della mia stessa infanzia.





