Luca Dan Șerbănați all'esame di maturità, 1961
Luca Dan Șerbănați nei primi anni Settanta
Luca Dan Șerbănați all'ultima lezione del quinto anno, aprile 1989

Luca Dan Șerbănați

Professore emerito alla Politehnica di Bucarest

Ricerca, insegnamento, industria e memorie

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Luca Dan Șerbănați a Venezia, 1990
Luca Dan Șerbănați a New York, 2005
Luca Dan Șerbănați

Una conferenza a Creta

Nell’ottobre 2008 partii dall’Italia per Creta per partecipare alla nona International HL7 Interoperability Conference, IHIC 2008. La conferenza, svoltasi dall’8 all’11 ottobre, era ospitata dal Knossos Royal Village, un vasto complesso alberghiero ad Anissaras, a pochi chilometri da Hersonissos. Il viaggio professionale mi avrebbe offerto anche alcuni incontri inattesi con l’isola: il mare, un malessere violento, la città di Heraklion e, soprattutto, il palazzo di Cnosso.

Alla conferenza partecipai insieme a due colleghi italiani, Gregorio Mercurio e Angelo Rossi Mori. Gregorio aveva portato con sé anche il figlio di quattro anni; non ricordo più se li accompagnasse anche la moglie.

Alla conferenza presentavo due lavori: LuMiR: A Region-wide Virtual Longitudinal EHR e Supporting Continuity of Care with a Virtual Electronic Health Record. Provenivano da due diversi ambienti di collaborazione e mostravano che il mio interesse per il fascicolo sanitario virtuale superava i confini di un singolo progetto o di un solo paese.

Da Heraklion verso il mare

Arrivai in aereo a Heraklion. All’aeroporto ci attendeva un autobus che doveva portarci all’albergo. Il percorso era interessante: attraversava colline basse e aride, con una vegetazione rada. Di tanto in tanto, sulla sinistra, appariva il mare. In lontananza si vedeva un massiccio che ci dissero essere il monte Ida, legato all’infanzia mitica di Zeus.

La leggenda racconta che Zeus fosse stato nascosto in una grotta per non essere divorato dal padre Crono — Saturno nella mitologia romana — come era accaduto ai suoi fratelli. Là sarebbe stato nutrito dalla capra Amaltea, che una tradizione più tarda collocò poi nel cielo. Il racconto mitologico conferiva un significato particolare al paesaggio arido che attraversavamo.

Una città delle vacanze

Il complesso alberghiero apparve improvvisamente davanti a noi, come una sorpresa. Non era un solo albergo, ma quasi un centro autonomo: edifici bassi, ville e bungalow, viali, giardini, piscine, ristoranti e spiagge. La sistemazione fu rapida e il personale cortese. La mia camera si trovava al primo piano, in una fila di camere disposte lungo un viale che scendeva verso il mare.

La presenza russa era evidente nella Creta di quegli anni: numerosi turisti, la lingua russa udita ovunque e merci destinate a quella clientela. Allora ebbi persino l’impressione che il resort avesse proprietari russi. Le ricerche di oggi mostrano invece che il complesso apparteneva al gruppo alberghiero greco Aldemar, della famiglia Angelopoulos. La mia impressione derivava probabilmente dal forte orientamento del complesso verso i turisti russi.

Il primo bagno e le sue conseguenze

Il tempo era splendido e il mare di un azzurro irresistibile. Il mio primo pensiero fu di fare un bagno. Lasciai le mie cose in camera, mi cambiai, indossai il costume che prudentemente avevo portato con me e, in un baleno, corsi verso la spiaggia.

Davanti all’albergo la spiaggia era stretta e in pendenza. Non mi disturbò: corsi e mi gettai nell’acqua, per nulla fredda. Cominciai a nuotare verso il largo, come facevo di solito. C’era poca gente. La maggior parte si trovava sulla spiaggia più ampia a sinistra, dalla sabbia quasi perfetta, che mi ricordava Mangalia. Là si trovava anche la postazione del bagnino. Quando mi vide apparire oltre la punta del promontorio e allontanarmi verso il largo, cominciò a fischiare con insistenza.

Colto di sorpresa, decisi di tornare indietro. Nuotavo tranquillamente a crawl quando un’onda inattesa mi colpì proprio mentre inspiravo e inghiottii una gran sorsata d’acqua. Non mi allarmai: quante volte mi era già capitato nella vita? Continuai, raggiunsi la riva soddisfatto del bagno, feci una doccia e mi vestii per il primo pasto in albergo.

Il pranzo fu eccellente e straordinariamente abbondante, con sapori greci molto graditi al mio stomaco. Dopo il pasto mi ritirai in camera per riposare e preparare la presentazione del giorno seguente. Verso sera, però, avvertii qualcosa di insolito allo stomaco e, in breve tempo, ebbe inizio un disturbo intestinale quale non ricordavo di aver mai avuto. Chiesi aiuto alla reception, ma di sera non era disponibile alcun medico nelle vicinanze. Non potei più avvicinarmi alle tavole imbandite e durante la notte quasi non dormii.

Di buon mattino mi incamminai lungo il mare verso la località visibile in lontananza — Limenas Hersonissou. In farmacia chiesi l’Imodium, che sapevo avrebbe potuto aiutarmi, ma non veniva venduto senza ricetta. La farmacista mi diede comunque un altro farmaco. I sintomi continuarono a tormentarmi per quasi tutta la giornata.

Verso sera, dalle conversazioni con i colleghi, con il personale dell’albergo e con alcuni abitanti del luogo emerse una possibile spiegazione. Pareva che alcuni edifici sul promontorio scaricassero in mare acque reflue non sufficientemente depurate. Non avevo modo di verificare l’affermazione e il nesso non fu confermato da un medico, ma essa conferiva un significato spiacevole alla sorsata d’acqua che avevo inghiottito nuotando.

IHIC 2008

La conferenza si svolgeva nell’edificio appositamente attrezzato del complesso, a poca distanza dalle camere e dai ristoranti. Sulla facciata era stato montato lo striscione dell’evento. IHIC riuniva la comunità internazionale interessata agli standard HL7 e all’interoperabilità dei sistemi informativi sanitari. Nello stesso luogo si teneva anche il congresso HL7 Hellas, il che spiegava la numerosa presenza di specialisti greci e internazionali.

Il primo lavoro presentava LuMiR come fascicolo sanitario elettronico longitudinale virtuale a livello regionale ed era il risultato della collaborazione con il gruppo italiano. Il secondo era stato elaborato insieme ai miei studenti della FILS, tra i quali Andrei Vasilățeanu, che sarebbe poi diventato mio assistente, e analizzava l’uso di un simile fascicolo per sostenere la continuità delle cure.

Considerati insieme, i due contributi mostravano il carattere transnazionale del mio lavoro sul Virtual Healthcare Record (VHR): la ricerca svolta in Italia si collegava direttamente all’attività didattica e di ricerca proseguita a Bucarest. In entrambi i casi, il problema centrale era il passaggio da sistemi isolati a un’infrastruttura capace di offrire una visione coerente e distribuita della storia clinica del paziente.

Il resort univa senza sforzo il programma professionale alla vita di vacanza. Dopo le sessioni, i partecipanti si incontravano nei ristoranti o intorno alle piscine. Una sera fu organizzato anche uno spettacolo con musica e costumi tradizionali cretesi.

Cnosso e Heraklion

La mattina dell’11 ottobre visitai il palazzo di Cnosso. Fu un incontro diretto con il mondo minoico, ma anche con l’audace ricostruzione mediante la quale Arthur Evans rese il sito più facile da immaginare e, nello stesso tempo, più difficile da separare dalle proprie interpretazioni.

Dopo Cnosso passai anche per Heraklion. Tra gli edifici della città si conservano le tracce della lunga dominazione veneziana di Creta. La Loggia, costruita nell’antica Candia come luogo d’incontro dei nobili e dei governanti della città, ospita oggi il municipio.

Hersonissos e gli ultimi giorni

Limenas Hersonissou, il porto moderno di Hersonissos, si trovava a pochi chilometri dal complesso. Il piccolo porto, il lungomare e la fila di terrazze contrastavano con l’elegante isolamento del resort. Dalle alture circostanti si apriva un’ampia vista sulla costa, con le montagne che scendevano verso il mare.

Il tempo non rimase sempre sereno. Il mare si agitò, le onde cominciarono a colpire la riva e la luce cambiava di ora in ora. Proprio questa alternanza è rimasta nelle fotografie: l’azzurro tranquillo del primo giorno, la tempesta in avvicinamento e il sole che scendeva tra le nuvole.

La sera il complesso ritrovava la sua quiete. Le piscine illuminate, le palme e gli edifici bianchi componevano lo scenario quasi irreale di un viaggio nel quale la conferenza, la mitologia e uno spiacevole episodio si erano intrecciati senza poter più essere separati. Creta mi è rimasta nella memoria attraverso questo contrasto: la bellezza del mare e dei luoghi, l’ospitalità dell’albergo, il mondo antico di Cnosso e l’inattesa fragilità del viaggiatore di fronte a una semplice onda.

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