Sotto il nome ViaSat riunisco qui una famiglia di progetti software realizzati presso la società SOFOS, dove ero direttore tecnico, dedicati alla localizzazione, al monitoraggio e alla sicurezza dei veicoli. Tre ingegneri romeni, miei ex studenti, parteciparono alla realizzazione del software di gestione e controllo della rete per il futuro sistema ViaSat, acquistato da EuropAssistance.
Il mio ruolo in questi progetti fu quello di direttore tecnico, analista e architetto software. Per me, questa esperienza rappresentò una delle applicazioni industriali più consistenti dei miei interessi per l’architettura dei sistemi distribuiti, l’organizzazione delle funzioni software e la modellazione rigorosa dei processi in tempo reale. Lo sviluppo effettivo dei componenti fu realizzato insieme al gruppo SOFOS, formato in buona parte da miei ex studenti venuti in Italia.
Periodo: 1994–1998
Settore: localizzazione, monitoraggio e sicurezza dei veicoli
Contesto istituzionale: SOFOS S.r.l., Italia
Clienti / contesto: Telespazio, ComNet, EuropAssistance
Ruolo personale: direttore tecnico, analista, architetto software
Tipo di sistema: sistema distribuito in tempo reale, orientato alle comunicazioni mobili, al tracking e alla gestione degli allarmi
Miniature tratte dalla documentazione del sistema ViaSat (clic per ingrandire)
Nei progetti ViaSat ebbi un ruolo di concezione e coordinamento tecnico: definii la struttura generale della soluzione, i componenti principali, le relazioni tra i sottosistemi e le direzioni di evoluzione del prodotto.
I documenti conservati mostrano esplicitamente il mio coinvolgimento nell’analisi e nella progettazione architetturale di una versione evoluta del sistema, concepita come sistema modulare e configurabile per applicazioni differenti, dalla sicurezza del veicolo al monitoraggio delle flotte e allo scambio di informazioni con il centro di controllo.
Dalla documentazione commerciale della società SOFOS:
1. La sicurezza del trasporto, o semplicemente del viaggiare in macchina, richiede un controllo del veicolo non solo da parte del conducente, ma anche da un centro di controllo remoto in grado di intervenire tempestivamente in casi di emergenza quali incidenti, guasti tecnici, furti, rapine o qualsiasi altro evento che impedisca al conducente di proseguire il viaggio.
2. Un problema diverso si presenta quando, durante il viaggio, il conducente desidera informazioni su aspetti poco conosciuti della zona attraversata, come alberghi, farmacie aperte, orari di aerei o treni, oppure vuole effettuare operazioni come prenotazioni o acquisti con carta di credito.
3. Conoscere la posizione dei propri mezzi dislocati sul territorio era ormai un’esigenza quotidiana nel campo dei trasporti e degli interventi. La possibilità non solo di monitorare la flotta, ma anche di comunicare con i conducenti per assegnare nuovi percorsi, ottimizzare gli spostamenti o evitare il deterioramento delle merci trasportate, consente di migliorare sensibilmente la gestione delle flotte. La diffusione delle nuove tecnologie offriva soluzioni a questi problemi: i sistemi satellitari basati su GPS e le comunicazioni mobili GSM o radio rendevano possibili sistemi globali di localizzazione e comunicazione accessibili a un pubblico ampio.
Secondo la documentazione commerciale SOFOS, la prima progettazione del sistema ViaSat iniziò nel marzo 1994. ViaSat era stato realizzato con la partecipazione di SOFOS per ComNet presso la sede di Telespazio S.p.A. Al momento della redazione della documentazione SOFOS per il nuovo sistema, ViaSat era già operativo presso EuropAssistance, mentre le attività di manutenzione e aggiornamento erano gestite da ComNet con personale SOFOS.
Da questa esperienza prese forma l’idea di un sistema più generale, capace di superare la configurazione iniziale e diventare un quadro modulare per applicazioni differenti: sicurezza del trasporto, localizzazione rapida dei veicoli, comunicazione operatore–veicolo e gestione delle flotte.
In quel periodo ero direttore tecnico di SOFOS. La mia responsabilità principale era di natura architetturale e organizzativa: analisi dei requisiti, definizione della soluzione, strutturazione del sistema in componenti coerenti, orientamento dello sviluppo e coordinamento tecnico del gruppo.
Un documento del 31 dicembre 1997, redatto da me, è interamente dedicato all’analisi e alla progettazione architetturale del sistema. Descrive le funzioni, i vincoli, i sottosistemi, i flussi di dati, i modelli funzionali e i requisiti software di una versione evoluta di ViaSat. Il documento riflette molto bene la natura del mio contributo: concezione, modellazione e architettura di sistema.
Lo sviluppo effettivo dei componenti software fu realizzato in SOFOS dal gruppo di programmatori, tra i quali vi erano anche miei ex studenti venuti in Italia.
Il sistema si basava su tre componenti principali: il terminale di bordo installato sul veicolo, il centro di controllo della rete e le postazioni di lavoro degli operatori. Il terminale raccoglieva informazioni sullo stato e sulla posizione del veicolo, mentre il centro di controllo gestiva il traffico dei messaggi, il monitoraggio, gli allarmi e il dialogo con gli operatori umani.
Le funzioni previste erano numerose: localizzazione, tracking, memorizzazione e simulazione dei percorsi, sorveglianza degli itinerari obbligatori, gestione degli allarmi di furto, rapina, guasto o emergenza medica, scambio di messaggi tra centro e veicolo, amministrazione dei clienti e gestione delle flotte.
L’analisi architetturale da me redatta insisteva anche sul carattere aperto, distribuito e affidabile del sistema, capace di evolvere verso configurazioni geograficamente distribuite e di soddisfare requisiti elevati di continuità operativa.
La proposta formulata successivamente da SOFOS con il nome VE.LO.MO.S. esprimeva proprio questa ambizione di generalizzazione. Si trattava di un sistema-quadro per la localizzazione e il monitoraggio dei veicoli, concepito come modulare e configurabile, in modo da potersi adattare a differenti categorie di clienti e a diversi protocolli di comunicazione.
In questa concezione, il sistema non era più soltanto un’applicazione puntuale, ma una piattaforma composta da terminali di bordo, server, workstation, protocolli di comunicazione, cartografia, profili dei clienti, funzioni di tracking e funzioni d’intervento. Dal punto di vista intellettuale, era questo il passaggio che mi interessava maggiormente: da un prodotto singolo a un’architettura generalizzabile.
Per non appesantire eccessivamente la pagina, le figure complete sono raggruppate qui sotto per famiglie.
I progetti ViaSat occupano un posto importante nella mia attività industriale perché rappresentarono uno degli incontri più chiari tra l’ingegneria del software propriamente detta e i requisiti severi di un sistema distribuito, in tempo reale e critico dal punto di vista operativo.
Mi offrirono l’occasione di applicare nell’industria i miei precedenti interessi per la struttura, la modularità, la separazione delle funzioni e l’architettura dei sistemi complessi. Allo stesso tempo, questa esperienza preparò il terreno per il mio successivo interesse verso i sistemi distribuiti, l’interoperabilità e, più tardi, la sanità digitale.