VASS (Value Added Services System) fu concepito come una piattaforma di servizi a valore aggiunto destinata agli utenti domestici, capace di mediare l’accesso a servizi elettronici attraverso canali differenti: operatore umano, risposta vocale automatica, Internet, apparecchi intelligenti, terminali WAP e telefoni dotati di SIM Toolkit.
Per me il progetto fu importante perché segnava il passaggio dalle applicazioni software specializzate a un’architettura di sistema orientata all’integrazione dei servizi, alla modellazione dei processi e all’organizzazione dell’interazione tra utenti, operatori e fornitori di servizi.
Periodo: 1999–2000
Settore: servizi a valore aggiunto, integrazione di servizi, piattaforme multicanale
Contesto istituzionale: COMITEX S.r.l.
Tipo di sistema: sistema distribuito client–server, orientato ai servizi e all’integrazione
Ruolo personale: analisi, definizione dei requisiti, architettura di sistema, modellazione dei processi e degli scenari
Miniature tratte dalla documentazione del progetto (clic per ingrandire)
VASS mi interessò anzitutto come progetto di architettura software: un sistema sufficientemente generale da integrare più tipi di servizi e più forme di accesso per l’utente finale.
I documenti conservati mostrano che il progetto fu affrontato metodicamente: definizione dei requisiti, descrizione degli attori, modellazione del processo business, scenari d’interazione e casi d’uso, completati da un’architettura hardware/software esplicita.
L’obiettivo dichiarato del sistema VASS era offrire ai clienti domestici l’accesso a servizi a valore aggiunto mediante tecnologie già familiari a un’ampia categoria di utenti. La documentazione parlava esplicitamente dell’intenzione di portare nelle case degli utenti servizi che altrimenti avrebbero richiesto perdita di tempo, sforzo e una qualità disomogenea dell’interazione.
Il sistema si collocava in una nicchia di mercato considerata poco occupata ma promettente, con possibili applicazioni nei servizi bancari, nel Lotto telematico, nell’INPS, nei servizi postali, nella messaggistica e nella fornitura di contenuti informativi.
Al centro del sistema si trovava un centro servizi che centralizzava le richieste provenienti dagli utenti e le risposte dei fornitori di servizi. L’architettura era progettata per sostenere l’accesso multicanale e per nascondere, dietro interfacce normalizzate, l’eterogeneità dei fornitori e dei protocolli.
Dai documenti del progetto risulta che VASS doveva poter eseguire richieste attraverso diverse modalità d’interazione: con operatore, senza operatore mediante risposta vocale automatica, tramite Internet, dispositivi intelligenti, WAP e telefoni dotati di SIM Toolkit.
L’architettura proposta utilizzava una combinazione di server web, componenti applicativi, database, meccanismi d’integrazione e protocolli standard di comunicazione, secondo la logica di un sistema aperto ed estensibile.
Una delle qualità della documentazione VASS è la ricchezza degli scenari. Il sistema non era descritto soltanto come architettura, ma anche come successione di interazioni tra utenti, banche, operatori e altre entità esterne.
Tra gli scenari conservati figurano il pagamento delle utenze attraverso una banca e il portale VASS, la gestione delle informazioni sui pagamenti e il pagamento tramite conti correnti postali. Questi scenari mostrano chiaramente che il progetto considerava il servizio nel suo insieme: non soltanto l’interfaccia con l’utente, ma anche il flusso transazionale, le conferme, la logistica e il rapporto con le istituzioni coinvolte.
I diagrammi dei casi d’uso e la nozione di albero delle interazioni completano questa prospettiva, offrendo un modello formale del dialogo tra il sistema e l’utente.
Di seguito sono riprodotti alcuni diagrammi rappresentativi della documentazione del progetto.
VASS è importante nel mio percorso professionale perché esprime molto bene il mio interesse per sistemi software che non si riducono a una singola funzione, ma organizzano processi, ruoli, interfacce e regole di cooperazione tra attori differenti.
In questo senso, il progetto anticipa i miei interessi successivi per le piattaforme, l’integrazione, l’interoperabilità e la modellazione architetturale degli ecosistemi software.