Management tecnico, progetti software, consulenza e formazione professionale.
La mia attività professionale non si è svolta soltanto nell’università e nella ricerca. Ho iniziato la carriera con i tre anni di “pratica in produzione”, lavorando in una fabbrica. Un’altra parte importante della mia carriera è stata legata all’industria, questa volta in Italia, dove ho lavorato come analista, architetto software, direttore tecnico, direttore generale, consulente e formatore. In tutti questi ruoli ho cercato di mantenere lo stesso orientamento ingegneristico che avevo coltivato nell’ambiente accademico: chiarezza dei modelli, rigore della progettazione e legame tra la soluzione tecnica e il bisogno reale del committente.
I progetti industriali ai quali ho partecipato hanno coperto ambiti molto diversi: telecomunicazioni, gestione economica, sistemi distribuiti, applicazioni Web, basi di dati, monitoraggio di veicoli, servizi immobiliari, sistemi di sicurezza e, all’incrocio con la ricerca, applicazioni informatiche per la salute. Questa esperienza mi ha permesso di verificare nella pratica molte delle idee formulate in precedenza nell’ambito dell’ingegneria del software e di adattarle ai vincoli concreti del mondo reale: scadenze, budget, team, clienti e sistemi già esistenti.
La mia attività nell’industria si è sviluppata soprattutto dopo la partenza dalla Romania, in un intervallo che si estende approssimativamente dal 1989 fino a oggi, senza che il legame con l’università e con la ricerca si interrompesse definitivamente. Al contrario, i tre piani — università, ricerca e industria — si sono influenzati reciprocamente.
Questa successione di incarichi mostra uno spostamento graduale da un’attività prevalentemente tecnica verso ruoli sempre più complessi, che combinavano analisi, architettura software, guida dei team, rapporto con i committenti e formazione professionale.
In diverse aziende ho avuto responsabilità tecniche o manageriali: definizione delle soluzioni, organizzazione dei team, dialogo con i committenti, coordinamento dello sviluppo e scelta delle tecnologie appropriate.
Ho lavorato su sistemi informativi molto diversi, dalle applicazioni gestionali e basi di dati ai sistemi distribuiti, alle applicazioni Web, alle telecomunicazioni, al monitoraggio dei veicoli e alle soluzioni informatiche per il dominio medico.
Parallelamente allo sviluppo di prodotti e progetti, ho svolto un’intensa attività di formazione professionale per aziende, insegnando corsi avanzati di ingegneria del software, Java, C++, architetture distribuite, Web e modellazione orientata agli oggetti.
Nell’industria non ho avuto un solo profilo professionale. A seconda del contesto, ho lavorato come analista di sistemi, architetto software, programmatore, consulente, direttore tecnico, direttore generale o responsabile della formazione. Questa varietà non è stata casuale: riflette il fatto che la progettazione di un serio sistema informatico richiede una comprensione simultanea dell’architettura, del processo di sviluppo, del team e del dominio applicativo.
L’esperienza manageriale mi ha obbligato a guardare al software non solo come oggetto tecnico, ma anche come prodotto, servizio e investimento. Per questo, in molti progetti, ho insistito non soltanto sull’implementazione, ma anche sulla metodologia di sviluppo, sulla relazione tra specifica e soluzione, sul riuso e sulla manutenzione del sistema nel tempo.
La diversità dei progetti ai quali ho partecipato è importante non solo dal punto di vista biografico, ma anche da quello professionale: mostra il modo in cui i metodi dell’ingegneria del software possono essere trasferiti tra domini molto differenti.
Un altro gruppo di applicazioni ha riguardato sistemi in tempo reale o critici: un sistema di illuminazione per un parcheggio sotterraneo, e un sistema anti-intrusione e anti-incendio per una zona ad accesso controllato. Anche in questi progetti, la mia preoccupazione costante è stata la stessa: architettura del sistema, affidabilità e disciplina dello sviluppo.
Una componente importante della mia attività industriale è stata la formazione professionale. In aziende e istituzioni ho tenuto corsi che trasferivano nell’ambiente pratico l’esperienza accumulata nell’università e nella ricerca. Questa attività non era separata dai progetti, ma spesso li accompagnava in modo naturale: le nuove tecnologie e le nuove architetture richiedevano team adeguatamente preparati.
Tra i beneficiari di queste attività formative si annoverano importanti aziende e istituzioni italiane, come Datamat, Italcable, ENEA, Banca d'Italia, CNR Italia, Olivetti Ricerca, Digital-Italia, Telecom, Telesoft, Smarten e il Ministero di Grazia e Giustizia.
In futuro, questa sezione sarà completata con pagine dedicate a progetti e aziende rappresentativi, nonché con dettagli sulla relazione tra l’attività industriale e le mie ricerche nell’ingegneria del software, nei sistemi distribuiti e nell’informatica medica.