Luca Dan Șerbănați all'esame di maturità, 1961
Luca Dan Șerbănați nei primi anni Settanta
Luca Dan Șerbănați all'ultima lezione del quinto anno, aprile 1989

Luca Dan Șerbănați

Professore emerito alla Politehnica di Bucarest

Ricerca, insegnamento, industria e memorie

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Luca Dan Șerbănați a Venezia, 1990
Luca Dan Șerbănați a New York, 2005
Luca Dan Șerbănați

Contesto

Iniziai a insegnare questo corso nell’autunno del 1972, presso la Facoltà di Automatica, al primo anno, primo semestre. In seguito lo tenni anche in altre facoltà del Politecnico, tra cui Ingegneria Aerospaziale, Meccanica di Precisione e TCM. Nella sua forma iniziale, il corso era basato sul linguaggio FORTRAN, una scelta naturale per quell’epoca, quando la programmazione era strettamente legata alla soluzione di problemi numerici e al calcolo scientifico e ingegneristico.

Più tardi, con il cambiamento del contesto didattico e tecnologico, cambiò anche il linguaggio utilizzato e il corso fu tenuto in una versione basata su Pascal. Tuttavia, il suo intento formativo rimase lo stesso: introdurre gli studenti alla costruzione di algoritmi e programmi in modo rigoroso e orientato verso applicazioni concrete.

Il ruolo del corso

Il corso aveva carattere introduttivo, ma il suo orientamento era chiaramente ingegneristico. Non mirava soltanto all’apprendimento di un linguaggio di programmazione, ma anche alla formazione di una disciplina del pensiero: analizzare un problema, progettare un algoritmo, rappresentarlo e quindi tradurlo in un programma eseguibile.

In quegli anni, prima che l’analisi numerica fosse introdotta separatamente e sistematicamente nei piani di studio, una parte del suo ruolo pratico era svolta proprio da questo corso. Gli esempi e le applicazioni riguardavano calcoli ingegneristici reali, non soltanto esercizi astratti.

Contenuto del corso

Nella sua forma iniziale, il corso comprendeva i seguenti temi principali:

  • algoritmi e diagrammi di flusso;
  • la nozione di programma e le fasi della progettazione di un programma;
  • elementi di FORTRAN;
  • dati, costanti, variabili ed espressioni;
  • istruzioni di controllo;
  • istruzioni di input/output e formati;
  • sottoprogrammi;
  • applicazioni numeriche e calcoli ingegneristici.

Nei primi anni, la descrizione degli algoritmi avveniva soprattutto mediante diagrammi di flusso. Lo pseudocodice fu introdotto soltanto più tardi, in altri contesti didattici.

Struttura didattica

Il corso partiva dall’idea di algoritmo e dalla sua rappresentazione mediante diagrammi di flusso, proseguiva con la nozione di programma e con le fasi della progettazione di un programma, quindi introduceva gli elementi fondamentali del linguaggio FORTRAN: struttura del programma, dati, espressioni, istruzioni di controllo, input/output, sottoprogrammi e loro uso nelle applicazioni. L’accento cadeva sui programmi destinati ai calcoli ingegneristici.

I materiali didattici utilizzati in quel periodo confermano questa struttura: la parte introduttiva trattava problemi, algoritmi e progettazione dei programmi, mentre la parte dedicata al FORTRAN comprendeva la struttura dei programmi, i tipi di dati, le espressioni, le istruzioni di trasferimento, l’input/output, i formati e i sottoprogrammi.

Il posto del corso nell’evoluzione della mia attività didattica

Visto retrospettivamente, Programmazione dei calcolatori fu per me un corso fondativo. Segnò l’inizio della mia attività didattica nel campo del software e aprì la direzione che avrei poi sviluppato attraverso corsi più avanzati: programmazione sistematica, linguaggi di programmazione, compilatori, informatica teorica e, più tardi, ingegneria del software.

Sebbene fosse nato come corso introduttivo, destinato agli studenti dei primi anni, conteneva già un’idea che è rimasta costante nel mio insegnamento: programmare non significa soltanto scrivere istruzioni in un linguaggio, ma svolgere un’attività di progettazione, organizzazione e formalizzazione delle soluzioni.

Collegamenti