Paradigm Shifts in Health Informatics
Questo articolo occupa un posto particolare nel mio percorso di ricerca nell'informatica medica: non introduce soltanto un nuovo concetto, ma cerca di considerare l'intero settore attraverso la prospettiva dei cambiamenti di paradigma. Collega la mia precedente esperienza nella modellazione e nella progettazione dei sistemi software agli sviluppi dell'e-health, discutendo il trasferimento di paradigmi dall'ingegneria e dal business modelling alla sanità e giungendo infine a concetti quali Virtual Health Record, Multi-Agent Systems e Digital Health Ecosystem.
Riferimenti bibliografici
Autori:
Luca Dan Șerbănați, Șerban Radu
Titolo:
Paradigm Shifts in Health Informatics
Tipo:
contributo a conferenza
Conferenza:
HEALTHINF 2013, Barcellona, 11–14 febbraio 2013
Pubblicazione:
Proceedings of the International Conference on Health Informatics,
pp. 256–262
DOI:
10.5220/0004328102560262
Osservazione:
testo di sintesi e orientamento concettuale
Figure dell'articolo
Miniature (cliccare per ingrandire)
Fig. 1. Il processo di progettazione basato su un paradigma.
Fig. 2. Un meta-modello di business derivato dalle mie precedenti ricerche nell'ingegneria del software.
Fig. 3. Il meta-modello HL7 RIM V3, interpretato come paradigma di modellazione.
Fig. 4. Il rapporto tra l'ecosistema sanitario e il suo ecosistema digitale.
Contributo concettuale
L'articolo propone una lettura panoramica dell'informatica medica attraverso la nozione di paradigma, intesa come modello di riferimento fondamentale capace di guidare la ristrutturazione dei sistemi sanitari e il trasferimento di conoscenze tra discipline.
I suoi contributi principali sono:
- trasferisce esplicitamente il tema dei paradigmi dall'ingegneria del software alla sanità;
- evidenzia il ruolo dei modelli di business e dei meta-modelli nella ristrutturazione dei sistemi sanitari;
- interpreta HL7 RIM e l'esperienza LuMiR come strumenti paradigmatici;
- definisce l'evoluzione EMR → EHR → PHR → VHR;
- indica come direzioni emergenti i MAS, gli avatar e il DHE.
Descrizione
Questo testo non è un articolo tecnico circoscritto, ma piuttosto un lavoro di orientamento e di sintesi. Parte dall'idea che i sistemi sanitari stiano attraversando trasformazioni profonde, determinate dalle pressioni economiche, dai cambiamenti demografici e dalla necessità di migliorare l'efficienza e la qualità dei servizi. In tale contesto, l'articolo sostiene che l'uso esplicito dei paradigmi possa accelerare la ristrutturazione della sanità e rendere più chiaro il trasferimento di idee provenienti da altri ambiti.
Una simile prospettiva richiede anche un certo distacco dal settore studiato. Dopo averne compreso in larga misura i meccanismi interni, il ricercatore deve poter uscire, metaforicamente, dall'interno di una white box e contemplare il settore come una black box. Solo così diventano visibili l'influenza dell'ambiente, i rapporti con i campi vicini e le somiglianze che consentono il trasferimento di modelli, paradigmi e conoscenze.
Un primo filo conduttore importante dell'articolo consiste nel recupero di un'idea più antica della mia attività di ricerca: la progettazione può prendere avvio da un modello iniziale molto generale, una sorta di schema paradigmatico, che viene poi raffinato iterativamente fino a ottenere una rappresentazione soddisfacente del sistema considerato. In questo modo, il paradigma non è soltanto un concetto vago, ma uno strumento operativo di modellazione e progettazione.
Su questa base, l'articolo discute il trasferimento di alcuni paradigmi del business modelling alla sanità. Emerge qui, naturalmente, il legame con le mie precedenti ricerche sulla meta-modellazione dei processi e sui ruoli delle entità coinvolte nelle attività. Un'attenzione particolare è dedicata all'idea che i sistemi sanitari, considerati come organizzazioni complesse, possano essere modellati mediante paradigmi provenienti dall'ingegneria e dalla modellazione d'impresa.
Un secondo filo conduttore importante è l'analisi dei paradigmi dell'e-health. L'articolo segue l'ampliamento dell'orizzonte dell'interoperabilità, dall'Electronic Medical Record all'Electronic Health Record, quindi al Personal Health Record e, più avanti, al Virtual Health Record. In questa successione, il VHR appare come un'evoluzione dell'EHR verso la collaborazione, il coordinamento e l'integrazione, precisamente nella direzione che avevo già seguito nei miei progetti sulla continuità assistenziale e sulla collaborazione tra gli operatori sanitari.
Allo stesso tempo, il testo discute l'esperienza LuMiR e il ruolo del modello HL7 RIM. Il RIM non è trattato soltanto come uno strumento di standardizzazione dei messaggi, ma come un vero meta-modello, capace di strutturare il modo in cui pensiamo le azioni, le entità, i ruoli e le relazioni di un sistema sanitario. Qui l'articolo assume anche una funzione retrospettiva: ordina concetti che avevo già utilizzato nella pratica e li integra in un quadro più generale.
L'ultima parte dell'articolo guarda al futuro. Afferma chiaramente che, dopo la fase dominata dalle architetture orientate ai servizi, il passo successivo sarà l'integrazione dei sistemi informativi sanitari nei sistemi multi-agente. In questo quadro, tutti gli attori importanti possono essere rappresentati da agenti, per i quali viene introdotto il termine avatar. L'avatar del paziente diventa, significativamente, l'amministratore del proprio VHR, interagendo sia con altri agenti sia con il paziente stesso.
Da questa evoluzione nasce anche il Digital Health Ecosystem, presentato come un'infrastruttura digitale auto-organizzata, capace di rispecchiare le organizzazioni del mondo reale, di conservarne l'identità e la conoscenza locale e di sostenere flussi continui di informazioni e conoscenze tra l'ecosistema sanitario reale e il suo ecosistema digitale. L'articolo funziona quindi anche come testo-ponte: collega i lavori sul VHR a quelli sui MAS, sugli avatar e sul DHE.
Considerato retrospettivamente, l'articolo possiede anche un valore metodologico. Mostra che, nella sanità, non basta costruire applicazioni; occorre anche una griglia concettuale attraverso la quale comprendere le trasformazioni del settore. Per questo motivo, i “paradigm shifts” diventano qui non soltanto un tema intellettuale, ma anche un modo di ordinare una ricerca che procede dalla modellazione e dall'interoperabilità verso la collaborazione, l'agentificazione e gli ecosistemi digitali.
Collocazione dell'articolo nel percorso di ricerca
Questo articolo non è il testo fondativo di un unico ramo di ricerca, ma uno dei miei testi di sintesi concettuale nell'ambito dell'informatica medica. Viene dopo l'accumulo di esperienze legate alla modellazione, a HL7, a LuMiR e al VHR e cerca di collocarle in un quadro più ampio dell'evoluzione del settore.
Per questo motivo, la sua collocazione più appropriata non è esclusivamente nella sottosezione dedicata al DHE, sebbene il DHE compaia esplicitamente nella parte finale dell'articolo. Il testo deve essere letto come un lavoro trasversale, situato all'intersezione tra:
- modellazione e paradigmi;
- interoperabilità e VHR;
- agentificazione e avatar;
- Digital Health Ecosystem.
Nell'architettura del sito, la sua pagina dovrebbe quindi trovarsi nell'area degli articoli, ma essere collegata esplicitamente dalla sezione Digital Health e, in secondo luogo, dalle pagine dedicate al VHR, al DHE e all'intelligenza artificiale orientata agli agenti.
Collegamenti
- Torna all'indice degli Articoli
- Sezione Informatica medica
- Barcellona 2013 — il contesto della presentazione a HEALTHINF
- Virtual Healthcare Record
- Digital Healthcare Ecosystem
- Supporting Adaptability in Agent-Based Digital Healthcare Ecosystem (2011)
- Conceptual Modeling of the Healthcare Ecosystem (2011)





