Nella sua nuova versione, questo sito è dedicato alla mia vita, alla mia ricerca e alla mia memoria. Non è più soltanto un luogo in cui raccolgo corsi, articoli, progetti o documenti professionali, ma un tentativo di guardare, in una forma il più possibile coerente, l’intero cammino percorso: l’infanzia, l’adolescenza, gli anni di studio, la giovinezza, la maturità, l’emigrazione, le professioni esercitate e il ritorno, attraverso la scrittura, sulla mia stessa vita.
C’è qui un cammino attraverso la conoscenza, nato dall’esperienza stessa della vita, ma anche un cammino attraverso la conoscenza scientifica: l’informatica teorica, i linguaggi formali, l’ingegneria del software, l’incontro con l’informatica medica e, più recentemente, le riflessioni sull’intelligenza artificiale. C’è, allo stesso tempo, il percorso della mia attività professionale, nel quale il professore, il ricercatore e l’ingegnere hanno convissuto e si sono completati a vicenda, in Romania, in Italia e in altri ambienti professionali.
Ingressi rapidi nel sito
Per una lettura più diretta, il sito può essere percorso attraverso le quattro direzioni principali: memoria personale, ricerca, attività didattica ed esperienza professionale.
Non ho mai pensato a me stesso come a un tutto, come a un oggetto degno di contemplazione. Mi sono visto quasi sempre per frammenti: la parte di cui avevo bisogno per giustificarmi, la parte di cui avevo bisogno per condannarmi, la parte che potevo mostrare e la parte che preferivo tenere nascosta. È arrivato però il momento di provare a guardarmi come un tutto, con ciò che ho fatto, con ciò che ho pensato, con ciò che ho capito e con ciò che forse non ho ancora capito pienamente.
Questo gesto non mi è facile. Sono sempre stato, non so esattamente perché — o forse lo so, ma non lo accetto facilmente —, un uomo segnato da complessi. Da bambino ero molto timido, e la timidezza, soprattutto in pubblico, non mi ha mai abbandonato del tutto. A lezione cominciavo spesso con voce bassa, interrotta dall’emozione, con gli appunti in mano, anche se quasi mai li guardavo: non potevo abusare del tempo degli studenti facendo pause inutili. La presentazione doveva essere efficiente, ma anche viva, capace di mantenerli concentrati su ciò che veniva detto. Il rimedio ai miei complessi è stato forse l’attaccamento degli studenti e la gioia di vedere, in loro, svilupparsi i semi che avevo cercato di gettare.
In questo senso, il sito è anche una ricostruzione della memoria personale. Cerco di disporre qui, in un ordine ancora provvisorio, i frammenti di una vita passata attraverso famiglia, scuola, università, ricerca, emigrazione, professione, amicizie, amori, perdite e ritorni. Non è un’autobiografia definitiva, ma un cantiere aperto: una forma per capire, prima che sia troppo tardi, il legame tra la vita vissuta, la conoscenza accumulata e la memoria che cerca di dar loro senso.
Una vita in poche immagini
Otto riferimenti visivi, dall’adolescenza alla maturità avanzata, aprono un percorso biografico che attraversa la scuola, l’università, il dipartimento, l’emigrazione, la memoria familiare e lo sguardo retrospettivo.
La vita come cammino attraverso la conoscenza
Le memorie non sono per me soltanto una successione di avvenimenti personali. Sono anche un tentativo di comprendere come si sia formato, nel corso del tempo, il mio modo di guardare il mondo: attraverso la famiglia e la scuola, le letture, la professione e le persone incontrate, ma anche attraverso separazioni, fallimenti e fratture il cui significato non mi fu sempre chiaro quando le vissi. Per questo le pagine autobiografiche del sito non sono separate da quelle dedicate alla ricerca e all’attività professionale. Si completano a vicenda: l’esperienza personale spiega talvolta le scelte intellettuali, mentre gli interessi professionali rivelano qualcosa dell’uomo che li ha seguiti.
Scrivere memorie significa, per me, più che recuperare i fatti e disporli in ordine. Significa tornare su di essi con la distanza che l’età porta con sé e riconoscere che il significato di un avvenimento non rimane immutato. L’introspezione non offre sempre risposte alle domande portate con noi per tutta una vita. Talvolta ci consente soltanto di formularle più chiaramente e di comprendere in modo diverso perché abbiano continuato ad accompagnarci.
Professore, ricercatore, ingegnere
La mia attività professionale ha avuto più volti. Sono stato, prima di tutto, professore: ho insegnato, ho scritto corsi, ho formato studenti e dottorandi. Sono stato ricercatore, dapprima nell’informatica teorica e nell’ingegneria del software, poi nell’informatica medica e nei sistemi digitali per la salute. Sono stato anche ingegnere, impegnato in progetti concreti, in sistemi software, nella consulenza e nella formazione professionale per l’industria.
Questo sito cerca di tenere insieme queste direzioni, senza ridurle l’una all’altra. Appartengono alla stessa vita e allo stesso bisogno di organizzare, di spiegare e di costruire.
Informatica teorica
Il primo decennio della mia attività didattica e di ricerca scientifica si svolse negli anni Settanta, nell’area dell’informatica teorica, in un momento in cui la disciplina si stava ancora costituendo, anche nel nostro paese. Le teorie degli automi e dei linguaggi formali, la progettazione dei linguaggi di programmazione, in particolare lo studio della loro semantica, così come la teoria degli algoritmi e la calcolabilità non furono per me semplici estensioni della matematica, ma strumenti essenziali per comprendere il calcolo come processo formale e per la successiva fondazione della programmazione. La mia tesi di laurea in Matematica, i corsi e i manuali elaborati allora, così come i primi articoli, furono al tempo stesso esercizi didattici e atti di ricerca: uno sforzo di costruzione concettuale in un campo privo di tradizione locale, ma essenziale per la formazione dell’informatico.
Ingegneria del software
A partire dagli anni Ottanta, la mia attività di ricerca si è concentrata sulla modellazione del processo software e sulla sua dotazione di strumenti di sviluppo integrati.
Questa direzione ha generato nel tempo progetti, articoli e sistemi sperimentali, culminando nel 1992 con la pubblicazione del volume “Integrating Tools for Software Development” presso Prentice Hall — una sintesi delle idee sviluppate fino ad allora, ma non certo un punto conclusivo. La ricerca è proseguita, estendendosi ad altri contesti, con altre forme e altri obiettivi: nuove architetture software, agenti intelligenti, progettazione orientata alle preoccupazioni (concern-oriented), ecosistemi digitali, “gemelli digitali” e aspetti dell’impiego dell’intelligenza artificiale nell’ingegneria del software.
Informatica medica & eHealth
Dagli anni 2000, una parte importante della mia attività si è spostata nell’area dell’informatica medica e dei sistemi eHealth, soprattutto in relazione all’adozione del fascicolo sanitario elettronico dei cittadini. Ho proposto concetti come il virtual health record — una variante proattiva, agent-based, del fascicolo sanitario elettronico —, lo health digital state — un “gemello digitale” della salute personale —, e lo Smart EHR — un’architettura distribuita per il fascicolo sanitario elettronico intelligente integrato nell’ecosistema digitale per la salute.
Intelligenza artificiale & riflessione sulla conoscenza
L’incontro con l’intelligenza artificiale non è stato per me una semplice curiosità tecnologica. Prolungava interrogativi sul linguaggio, sulla rappresentazione della conoscenza, sui modelli, sugli agenti, sul ragionamento e sul rapporto tra l’uomo e i sistemi che costruivamo. In questa sezione ho aggiunto gradualmente testi sulla storia e sull’attualità dell’intelligenza artificiale, sul suo legame con l’informatica medica e sul suo possibile ruolo nella ricostruzione della memoria e del dialogo intellettuale.
Memorie: la storia della vita
Da più di un anno lavoro a un ampio progetto memorialistico, che riunisce:
- ricordi dell’infanzia, dell’adolescenza e della mia formazione intellettuale nella Romania del dopoguerra;
- gli anni di studio, ricerca e insegnamento nel campo dell’informatica;
- episodi significativi — oggi più facili da confidare — della mia educazione sentimentale;
- l’esperienza dell’emigrazione e la ricostruzione della vita fuori dal paese;
- ricerche genealogiche dedicate alla scoperta delle radici familiari;
- annotazioni e impressioni dei miei viaggi e delle mie escursioni;
- riflessioni sulle persone, sulla tecnologia e sulla società, ma anche sui cambiamenti, talvolta epocali, che ho attraversato.
Questo sito è il luogo in cui tutti questi testi trovano gradualmente una forma stabile: capitoli, frammenti, documenti e commenti destinati a dare coerenza a una vita vissuta all’intersezione tra tecnologia e umano.
In questa ricostruzione, la memoria non è soltanto un deposito del passato. È anche lo spazio in cui avvenimenti lontani acquistano, dopo decenni, significati che non potevano avere nel momento in cui furono vissuti.
Man mano che il progetto procede, pubblico qui nuovi capitoli e frammenti, insieme a fotografie, documenti e altre testimonianze che completano la storia della mia vita.
Contatto
Per dialoghi professionali, domande legate alla ricerca, ai progetti o per discussioni relative alle mie memorie, potete contattarmi a:
E-mail: luca@serbanati.com





